Le voci dei tonnaroti indurite dalla fatica intonano un antico canto che si leva sempre più alto e incalzante sul mare. A chi indirizzano il loro "shalom", la loro invocazione di pace, la loro cialoma? mattanzaPregano Iddio Gesù Cristo che ha creato i pesci del mare, la Santa Vergine e San Giuseppe perché la pesca sia fruttuosa e l'annata sia salva e fors'anche vogliono ricomporre quell'equilibrio tra l'uomo e la natura che tra poco dovranno rompere, e con ciò placare gli spiriti del mare. Nel frattempo i tonnaroti, ai comandi secchi e precisi del Capitano, tirano a forza su il coppo, la rete che sta sul fondo della camera della morte ed il ritmo delle preghiere e dei canti si fa sempre più febbrile, sempre più rapido, parossistico, finchè i tonni si scatenano nell'ultima danza, dandosi terribili colpi di coda e l'acqua dentro la camera della morte si trasforma in una bolgia di schizzi, di schiuma e di sangue. Al segnale del Capitano, ritto sulla sua barca entro il recinto delle reti, comincia la cattura dei tonni che uncinati dai tonnaroti posti ai bordi dei vascelli in coppie di due, tre o quattro e con un sincronismo perfetto, vengono colpiti a morte ed issati fin su il bordo del vascello, poi agguantati per le pinne e spinti sul mattanzafondo della barca, dove i grossi corpi dei pesci, straziati, sanguinanti, si dibattono vanamente; dalle porte del dolore aperte dagli uncini sfugge la loro vita; si mescolano sudore e sangue. Il mare diventa rosso: la trappola dell'uomo ancora una volta ha funzionato e quando tutti i pesci sono stati catturati, ritorna la calma, il silenzio si molla il coppo e le nere barche rompendo le righe si avviano lente e ora pesanti all'Isola (un tempo al Mar faraggiu, lo Stabilimento della Tonnara, oggi al più vicino porto in terraferma). Partecipato a questo dramma del mare, ti chiedi se hai assistito ad un meraviglioso sortilegio, al racconto di una favola narrata secoli fa da un antico mago e trasportata ai nostri giorni, perché la trama di ciò che hai visto è vecchia di secoli, ti sembra assolutamente anacronistica, invece è tremendamente reale e affascinante, primordiale rappresentazione dell'eterna lotta per la sopravvivenza fra l'uomo e la natura.

 

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