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La 3°tappa del nostro itinerario giungerà a San Vito Lo Capo, località turistica tra le più rinomate e conosciute in tutta la Sicilia. L'arrivo è previsto per le 13; si attraccherà al porto di San Vito e ci saranno circa due ore e mezza per visitare il paese, fare una bella mangiata di pesce ed infine una bella passeggiata sulla spiaggia verso il porto, dove il Capitano Sandro vi aspetterà per la 4° ed ultima tappa del nostro tour prima del rientro al porto di Castellammare del Golfo. Quante volte hai desiderato bagnarti in un mare straordinariamente incontaminato, dalle mille tonalità di blu , azzurro e verde, quante volte hai desiderato vagare libero in una spiaggia bianchissima e finissima abbracciata da alte palme secolari e quante volte hai sognato un momento di relax in "un'isola" dimenticata dal passaggio trasformatore del tempo. La tersa marina di Macari, in un paesaggio dove mare e montagna si alternano in maniera suggestiva e grandiosa, il golfo che prende il nome dall'omonimo Capo San Vito si apre improvviso, al culmine di una salita. È l'abbagliante visione di un azzurro orizzonte, di un mare trascolorante dal turchino al viola intenso, di un paese assolato di candide case, cui si giunge da un aspro entroterra, talvolta desertico, frastagliato di roccie dai contorni evanescenti. La costa, dominata da tre torri di avvistamento, cinge e nasconde l'insenatura; la punta del Capo, che si protende in pieno mare conferendo conferendo una precisa connotazione al paesaggio, ripara il golfo pescoso, scintillante di splendide acque perennemente tranquille. Il mare, e la sua bellezza solenne e mutevole, è l'attrattiva principale di San Vito Lo Capo che offre un vasto litorale di soffice sabbia, un centro abitato lindo e piacevole ed un porto-rifugio per i natanti, attrezzato per gli approdi turistici. |
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La storia antica di San Vito Lo Capo è ricca di rapimenti, assalti e violenze da parte dei Turchi e di rabbiosi contrattacchi. A testimoniare ciò restano ancora oggi le tre torri di avvistamento dislocate lungo la frastagliatissima costa sanvitese. Progettate nel 1583 dall'architetto fiorentino Camillo Camiliani, queste torri ('Mpiso, Sceri e Isolilla) rimasero a custodia della costa e dei suoi abitanti fino al 1832, quando l'invenzione del telegrafo elettrico e la sua adozione in Sicilia rese superato l'uso dei "fani". La storia più recente inizia con la Censuazione dei beni patrimoniali disposta dal Caramanico alla fine del '700. Da allora piccole schiere di coloni e pescatori provenienti dai paesi vicini, cominciarono a costruire la propria casetta attorno al Santuario dedicato a San Vito Martire. Sia la cappelletta a Santa Crescenzia sia il Santuario sono testimonianza della pietà degli Ericini e della grande rinomanza di cui godevano in tutta l'isola. Moltissimi erano, infatti, i pellegrini che da ogni parte venivano a pregare il Santo ed essendo il luogo esposto a minacce di scorrerie dei Turchi, fu avvertita, attorno al XV secolo, l'esigenza di offrire a tutti una sufficiente sicurezza. La cappelletta del Santo fu allora incamerata nel possente Castello, opera delle maestranze ericine. Opere e testimonianze che indubbiamente meritano di essere tramandate. Ma San Vito Lo Capo ha altri tesori di cui "deve" dichiararsi custode geloso: è la verginità del mare e dell'ambiente naturale. Lo prova la scelta del mare di San Vito Lo Capo per il primo Campionato del mondo di fotografia subacquea del 1978 e la volontà unanime di istituire in località Zingaro la prima Riserva Naturale della Sicilia. Le infrastrutture turistiche non mancano, indubbiamente è necessario ancora crescere, ma la crescita deve essere graduale... nella convinzione che si può essere ricchi solo se si sa custodire ed amministrare i propri beni. |
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