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La 4°tappa del nostro itinerario è una delle più suggestive dal punto di vista paesaggistico, dato che riguarda i Faraglioni di Scopello, una delle mete più apprezzate e frequentate della Sicilia. Si potrà sostare accanto ai Faraglioni, osservarne l'incontaminata bellezza e gustarsi un bel bagno rigenerante tra acque limpide e cristalline. Dopo circa mezz'ora si farà ritorno al porto di Castellammare del Golfo. L'antico borgo marinaro di Scopello - dal greco skopelos - sorgerebbe sul sito della mitica città di Cetaria, così chiamata per l'eccezionale abbondanza di tonni esistente nel suo mare. Furono gli arabi, che chiamarono quel sito Iscubul Iakut, a ristrutturarvi la tonnara, una volta distrutta la città di Cetaria. Nel 1220, poi, essa fu concessa in feudo da Federico II alla Martorana di Palermo e in seguito donata a una colonia di piacentini, condotta da Oddone. Ben presto abbandonata dagli emigrati lombardi, molto probabilmente a causa delle scorrerie dei pirati, la tonnara passò, via via, per le mani di diversi possessori. Oggi il complesso è in disarmo - la terribile pesca del tonno non è più redditizia - ma tutto è rimasto perfettamente efficiente, dal complesso dei magazzini, al baglio ed alle abitazioni, alle barche ed alle reti: silenti testimoni di un'antica civiltà marinara ormai pressocchè scomparsa in tutta la Sicilia. E così il mare ed i grandi faraglioni che da esso si ergono solenni, attendono i pescatori. Più in alto, sulla montagna, sempre a Scopello fa capo un grande, magnifico baglio, all'interno del quale, oltre a manifestazioni musicali estive, ha sede un piccolo centro che produce belle ed originali ceramiche d'arte. |
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